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Cristina G. Visconti - CSW60 - Molteplici incontri, tanti contenuti da preparare e da elaborare - nessuno deve essere lasciato indietro

E’ stata questa la mia terza volta alle NN UU per i lavori della Commissione sullo Status delle Donne (CSW) giunta al 60° appuntamento. La Commissione ONU per le Donne è ancorata all’ECOSOC (Comitato economico e sociale) sin dal dopoguerra come suo strumento, composto da rappresentanti dei governi per preparare raccomandazioni in merito alla parità.

di Cristina G.Visconti - BPW International Representative presso la FAO

 

Negli ultimi anni il programma di questa commissione è affidato a UN-Women l’ente che ospita il Comitato delle ONG al quale aderiscono organismi di varia specializzazione e le associazioni come BPW International, svolgendo tutti un attivo lavoro di preparazione della Sessione annuale, compreso lo scambio regolare tra le parti interessate e le consultazioni con gli Stati membri.

A sua volta, il comitato delle ONG è un gruppo di lavoro che si è rafforzato nell’implementazione della Piattaforma dopo Pechino e il successivo Piano di Azione; a ciò va aggiunta l’opera a favore del CEDAW (la Convenzione sull’eliminazione di ogni discriminazione contro le Donne) e adesso quella per accrescere la notorietà dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030.   A dimostrazione di quest’ultimo impegno, la 60^ sessione 2016 è stata dedicata all’ Empowerment delle Donne e il suo legame con lo sviluppo sostenibile.    

 

L’ Esecutivo internazionale della nostra Federazione -de sempre- coglie saggiamente questa occasione per convocare una riunione speciale con le rappresentanti degli esecutivi nazionali e le socie che nel biennio corrente sono designate negli organismi interni ed esterni alla BPW-Int.

Quest’anno io non ho potuto partecipare a tale incontro, denominato Leaders’ Summit, ma ho presenziato i lavori della prima settimana del 60*CSW dentro e fuori il Palazzo di Vetro (dal 14 al 18 marzo). Come al solito, forse di più rispetto all’anno scorso, a New York si sono date appuntamento una moltitudine di donne di tutte le età e razze giunte a discutere e/o presentare i loro   impegni, curiosità, responsabilità e aspettative per i temi trattati, che toccano ogni settore del femminile nel mondo intero.

 

Già la domenica 13 marzo in una sala concerti degli anni ’30 bella di luci e gremita, si è svolta la Giornata cosiddetta di consultazione (Consultation Day) una vera e propria introduzione alle giornate successive, presenti tutti i responsabili e gli incaricati delle trattative con i governi… compresa la nostra rappresentante a NY Susan O’Malley che, incaricata del Saluto di benvenuto ha svolto un ruolo molto apprezzato in plenaria e nelle sessioni interattive di approfondimento, indicative dei temi che si sono poi svolti (pace e sicurezza e migrazioni, educazione e salute, povertà e finanze, acqua e cambiamenti climatici).

Il messaggio proclamato, che successivamente ha risuonato nei lavori è quello di ‘No one left behind’ (nessuno deve restare escluso dalle opportunità che offre l’implementazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030).

 

La Direttrice della UN Women Phumzile Mlambo Ngucka ha dichiarato immediatamente nel suo Exposé che solo con la società civile e le donne in generale, l'attuazione degli SDG può essere garantita. E con dati alla mano, che ci si può impegnare tutti, anche d’intesa con il settore privato il quale però non è un partner quando si tratta di affrontare il tema dei Diritti Umani.

Da parte sua l’ambasciatore Antonio Patriota dal Brasile in qualità di presidente del CSW ha parlato della interessante piattaforma di lavori che egli orgogliosamente ha contribuito a preparare, e ancora che non c’è Obiettivo di sviluppo (specie quando si parla di vigilanza e di monitoraggio) che possa essere implementato se non si considerano gli aspetti del femminile e non viene coinvolta la società civile nelle varie sfaccettature.

 

Lunedi 14, con il tesserino di riconoscimento appeso al collo abbiamo iniziato il nostro ‘servizio’.

All’apertura della sessione plenaria, praticamente tutto lunedì mattina, la maggior parte delle ONG era nella Sala cosiddetta di straripamento (comunque strapiena)   perché nel salone centrale sono ammessi solo i rappresentanti dei governi e pochi altri… ma i grandi schermi ci hanno fatto sentire presenti e coinvolte in diretta.

Il Segretario Generale Ban Ki Moon mi è sembrato anche lui commosso… ha ricordato la sua promessa fatta nel 2010 di dedicare al tema dell’ Empowerment un posto significativo nella propria Agenda; ha ringraziato l’opera della attuale presidente del Cile Michelle Bachelet prima Direttrice di UN Women, a cui si affianca efficacemente il lavoro dell’ attuale vice-segretario generale, Phumzile Mlambo; ma ha sottolineato ciò che manca e chiesto a tutti i convenuti di impegnarsi data l’occasione offerta dagli Obiettivi del millennio, mettendosi dalla parte delle Donne e delle Ragazze: contro i paesi dove spariscono i bambini e dove le donne muoiono di parto, contro le mutilazioni genitali e contro i ruoli contrari alla parità… la leadership non ha genere!   Ha chiesto agli uomini in posizioni dominanti di cambiare mentalità e si è detto orgoglioso di essere tra i primi a sottoscrivere la campagna di solidarietà HeforShe .

Nella conclusione, ha detto di aver ricevuto dalle donne ispirazione e una forte spinta energetica e che quando a fine anno si concluderà il suo mandato decennale, vuole restare al loro fianco in questa lotta.

 

Quello stesso pomeriggio siamo state coinvolte in un incontro dedicato alle Donne dell’Acqua (Women in water) e la Diplomazia. Organizzata dalla amica BPW Lesha Witmer presso la rappresentanza dei Paesi Bassi, si è trattato di una conferenza di altissimo livello con 4 ministri e rappresentanti internazionali di altre associazioni non governative.

In serata, una cena sociale tutta BPW per il “nostro” 85° compleanno con la cerimonia delle candele, ma senza la curatrice di questo evento: la PP Liz Benham è malata; abbiamo sentito la sua mancanza.

 

Da Martedì 15 e praticamente tutte le mattine alle 8,30 nei Briefings, vale a dire incontri tra le ONG prima delle sedute ufficiali, abbiamo avuto notizia dell’andamento dei negoziati potendo lì dare o ricevere indicazioni o ascoltare i desiderata delle più diverse organizzazioni di tutela dei diritti e conquiste femminili. (funzionarie internazionali, donne indigene, donne disabili, donne rurali, giovani e ragazze, migranti e rifugiate, rappresentanti delle confessioni religiose e dei diversi orientamenti sessuali). Sin dal primo briefing, siamo state impressionate dalla presenza totalitaria in un’aula con oltre 400 posti, ma anche dall’atmosfera costruttiva.

Le delegazioni hanno evidenziato il bisogno di puntare alla flessibilità dei linguaggi, alla gestione delle risorse naturali da parte delle donne. La BPW ha portato avanti tra l’altro anche la causa di avere dei dati statistici disaggregati.

 

Nella giornata di martedì hanno avuto luogo al mattino importanti conferenze e trattative a livello governativo (Ecosoc): sulle Mutilazioni genitali femminili, dove l’Italia era presente con Emma Bonino. Nell’altro affollatissimo incontro dedicato al contributo femminile nella lotta alla fame, sponsorizzato dalle Donne Metodiste, con partecipazione della funzionaria FAO Carla Mucavi e presenze da Zimbabwe, Honduras, Israel, Ucraina e Bangladesh si è parlato delle sfide in materia di accesso alle risorse produttive; con l’uso attuale delle nuove tecnologie alle donne sarebbe sufficiente ricevere una breve ma concreta formazione e consulenza di orientamento.

Quello stesso pomeriggio la nostra Presidente Italiana Pia Petrucci ha esteso l’invito a tutta la Delegazione e siamo andate alla Missione Italiana dove, in collaborazione con i rappresentanti del Belgio, del Giappone e della Bulgaria sono stati illustrati i dati dei paesi in fatto di partecipazione delle donne nei processi decisionali a tutti i livelli (quote, best practices, reti, legislazioni a confronto). Interessanti interventi dalle ospiti di Liberia, Paraguay e isole Kilibaty.

 

In serata ho partecipato al ricevimento organizzato dal Comitato delle ONG per le rappresentanze femminili coinvolte, specie le americane (poliziotte e altre) presso il centro Kimmel dell’Università di NY. Occasione per parlare con le colleghe di ICW, Soroptimist, WILPF che con noi fanno parte dei gruppi riconosciuti presso le agenzie delle NN UU in Europa, compresa la FAO.

 

Nelle giornate del 16 – 17 e 18 sempre riunioni preparatorie al mattino presto e tanto da seguire in diversi punti della città o dentro il palazzo di Vetro:

  • Alla missione tedesca 2 Incontri importanti: per presentare i dati europei della Campagna Equal Pay tendente a colmare il divario di genere nelle retribuzioni a parità di lavoro; con l’auspicio BPW di ulteriori studi interni sui differenziali retributivi;
  • E per parlare di ‘Donne nel mondo corporativo’ a cura di rappresentanti ufficiali (M.Parrella per l’Italia) ma anche per lanciare come BPW Europa (Karin Raguin e Antia Wiersma) la Campagna Boards with Women: un appello a rivalutare il modo di lavorare nei consigli di amministrazioni delle società, grandi e piccole.
  • Da parte della BPW Africa e Nuova Zelanda un incontro dedicato ai matrimoni forzati, problema che si presenta con cifre preoccupanti anche negli USA;
  • Il giovedì, in plenaria a guida ECOSOC, il CSW ha esaminato gli elementi chiave dell’empowerment femminile: delegate cinesi, giamaicane, spagnole e da parte italiana un appello sull’importanza che i governi investano in studi e ricerche sulle statistiche e dati disaggregati per valutare sempre meglio l’incidenza del femminile nei programmi.
  • Incontro con la referente del programma Pace e Comprensione interculturale (Elisa Campos della BPW Brasile)
  • Nella giornata di venerdì, 3 iniziative BPW, due in sede UN: la prima curata da BPW Egitto sulla presenza Imprenditoriale e inclusione delle Donne nelle politiche finanziarie; l’altra in collaborazione con Unesco e i Governi di Tanzania, Olanda e USA per l’implementazione del SDG6 .
  • Nel pomeriggio sempre BPW Egitto insieme alla BPW Internazionale ha organizzato una

     riunione in collaborazione con il settore privato relativa alla salute, con un titolo  

       intrigante: ‘More than a Mother’.

  • L’ultimo Appuntamento è stato ospitato in serata presso la Missione di Ungheria con un focus sull’ ITC che consente l’uso più sostenibile e controllato delle risorse idriche, anche da parte delle Donne. Abbiamo saputo che il Governo ospiterà prima dell’estate a Budapest una importante conferenza internazionale sull’Acqua, in adesione alle conclusioni di EXPO e COP21.

Potrei solo concludere con qualche pensiero in libertà: un grazie a chi ha preparato con cura e opportuni documenti la nostra partecipazione a NY dove ci si conosce sempre meglio; troppi sono stati gli appuntamenti se si considera che per sicurezza occorre registrarsi dappertutto. Infine, direi che questo è un momento felice per rafforzare la presenza BPW a tutti i livelli e specialmente per dimostrare che abbiamo la capacità di implementare gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDGs) in modo diretto attraverso le nostre federazioni, ma anche forse meglio se lavoriamo in partnership con altri, ivi comprese le ONG nazionali e internazionali di ispirazione maschile. E’ vero che abbiamo alcune specificità, ma non possiamo più lavorare o fare progetti ‘come solito’ … anche noi siamo in grado di contribuire ai cambiamenti sociali profondi auspicati dalla visione audace e ambiziosa dei 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile se usiamo bene i nostri rapporti con i media, le università e i talenti nei nostri clubs per l’attuazione dell’Agenda 2030.

 

Leaders' summit - CSW60 | Galleria fotografica

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