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FIDAPA BPW Italy ricorda Tina Anselmi

Articolo di Carla Tagliaferri - Socia FIDAPA

Ricordo di Tina Anselmi – di Carla Tagliaferri

Tina Anselmi

La ricordo sempre sorridente anche quando i problemi sembravano irrisolvibili; diceva una cosa per volta e si riesce a superarli.

Sorridente, cordiale, pronta con una parola gentile e di sostegno, con il fare un po’ rude della gente di montagna del mio Veneto, gente che esprime con schiettezza e timidezza il suo pensiero.

Certo non ha timore di esprimere apertamente quello che pensa ed interviene con molta decisione su quello a cui tiene e crede.

Nata a Castelfranco Veneto, cittadina presso il fiero ed altero Monte Grappa denso di ricordi, che porta ancora i segni di aspre battaglie che idealmente si uniscono alla lotta partigiana a cui Tina partecipa ancora giovane ragazza, indotta alla vista, nel 1944, dell’impiccagione di prigionieri politici da parte dei nazifascisti, ricordo indelebile nella sua mente e nella sua anima. Segno ancora presente attualmente nel lungo viale dove avvenne l’eccidio, dove ogni albero porta il nome dell’uomo ucciso dal potere contro la libertà.

Tina nasce in una famiglia di formazione socialista, il padre è perseguitato dai fascisti, per cui giovanissima si trova coinvolta nella politica.

Realizza le sue idee e prefigura il suo impegno, dire “realtà” per Tina è un imperativo, diventa staffetta partigiana con il nome di Gabriella della Brigata Cesare Battisti stanziata sul Grappa, rischia la vita, fermata più volte da nazifascisti li inganna con le sue volate in bicicletta, con i biondi capelli al vento ed il sorriso sulle labbra.


Scrive Elena Bono:

“..all’Italia che ha combattuto sui monti,

piccola Italia, non avevi corone turrite

né matronali gramaglie,

eri una ragazza scalza

coi capelli sul viso

e piangevi e sparavi”

In tanti anni di collaborazione l’ho sempre vista sorridere, nei momenti più bui come quando è avversata come Presidente della Commissione d’inchiesta sulla P2, allora sorridevano solo i suoi occhi a cui nulla sfuggiva, anche un minimo segno di stanchezza o preoccupazione di chi  Le sta accanto.

Aderisce, giovane, alla Democrazia Cristiana, allora prorompente nel Veneto, ma in tutte le sue  azioni ed idee ho sempre letto una vena del pensiero socialista libertario.

Il suo vissuto è impregnato di fede religiosa intima, non bigotta, difende sempre l’indipendenza tra l’azione laica ed il credo intimo; campi parimenti importanti, ma decisamente autonomi.

Dopo la laurea in lettere alla Cattolica insegna, opera nella CGIL fino alla fondazione della Cisl, come dirigente sindacale lotta per il lavoro delle donne in forma paritaria, ritiene il lavoro femminile come il mezzo più consono per l’indipendenza delle donne da ogni potere e per ogni libera decisione e scelta.

Nella D.C. è responsabile del settore giovani, crede nell’Europa delle genti, partecipa al direttivo Europeo femminile, in campo europeo s’impegna per la parità di genere sul lavoro.

Tutte dobbiamo esserle grate per il lavoro e la stesura della Legge di Parità Opportunità, che realizza con il coinvolgimento, nei fatti, molte donne di idee diverse, Tina stima le persone per i contenuti che posseggono e rispetta ogni ideologia vissuta nella verità e coerenza.

Per tre volte sottosegretario al Ministero del Lavoro e Previdenza sociale, fino al 1976 quando diventa Ministro, il primo ministro donna della Repubblica Italiana. 

Questa donna , riservata, un po’ timida, affettuosa nella vita privata, quanto è decisa e forte nella vita pubblica rompe l’incanto della sfera di cristallo in cui si è chiuso ed imbalsamato il potere maschile.

Come Ministro del Lavoro organizza molteplici convegni a livello nazionale in cui, con semplicità fuori da linguaggio politichese, ma con fermezza, sostiene e svolge le problematiche del lavoro femminile ed il diritto della donna a partecipare al mondo produttivo, diritto guadagnato dalle donne con la partecipazione alle lotte partigiane per la libertà ed alle lotte sindacali per il diritto al lavoro.

A volte, mi trasmetteva l’idea, di come sentisse la responsabilità di essere un modello per altre donne che devono imparare ad osare nella consapevolezza del proprio essere, mi spiegava come tutte le donne che si realizzano con impegno e sacrificio sono uno stimolo alla crescita delle altre,.

Nella partecipazione ai lavori preparatori ed ai convegni stessi, ho avuto la possibilità di collaborare con Lei, sia come delegata nazionale della Fidapa, sia in forma professionale. Da qui nasce una cordiale amicizia, rinnovata negli anni in ogni incontro. Stima la Fidapa e la coinvolge per l’utile apporto nel fare “opinione”, necessaria alla formazione di una nuova coscienza politica della donna ed al superamento di giudizi e modelli sociali fermi in uno stereotipo superato.

Come Ministro della Sanità partecipa alla riforma che introduce il Servizio Sanitario Nazionale, con attenzione particolare per le donne, soprattutto nel momento della maternità da seguire con attenzione e dignità della persona.

Nel diuturno lavoro politico, che intende come servizio alla comunità , non si lega a mode imperanti, raccoglie amarezze ed incomprensioni di tanti politici, sopratutto del suo partito, la ritengono ingombrante per la dirittura del suo essere, del suo agire onesto ed intellettualmente corretto.

Ho incontrato Tina dopo l’uscita dalla politica attiva, è sempre una donna politica, vive con passione ogni fatto, anzi più liberamente, ed i suoi giudizi sono netti, senza frange, ma puntuali.

Non è ben compresa, ancora una donna fraintesa, combatte le sue lotte con forza, rinunciando, forse, ad una sua vita intima, personale per abbracciare la politica come impegno totale, ma intimamente donna con le sue debolezze ed i suoi slanci, con le sue battute scherzose e le sue affettuosità, con il gusto di vivere la vita.

Grazie Tina per quello che dai, per quello che lasci del tuo pensiero, per l’impegno in favore delle donne, per il sostegno dato alle donne che lavorano a piccoli passi per migliorare la società.

Grazie per quello che mi hai insegnato, per la stima cordiale che mi hai dato e grazie a nome delle socie FIDAPA  per la fiducia nella nostra Federazione sempre impegnata nell’attualità dei problemi.    

FIDAPA BPW Italy

La FIDAPA BPW Italy (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) è un’associazione composta, in Italia  da circa 11.000 Socie  ed appartiene  alla Federazione Internazionale IFBPW (International Federation of Business and Professional Women) 

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