Diffondiamo la cultura del rispetto per fermare ogni forma di violenza

Categoria: News
Comunicazione della Presidente Maria Concetta Oliveri - 18 Novembre 2019 

Diffondiamo la cultura del rispetto per fermare ogni forma di violenza

Si avvicina il 25 novembre la “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne”

La violenza sulle donne è un problema sociale e culturale ancora radicato nel nostro Paese; la più diffusa violazione dei diritti umani, considerando che la violenza diretta alle donne riguarda ogni tipo di violenza e quindi anche violenze sessuali, rapimenti, sfruttamenti e quant’altro; si tratta di un grave problema sociale che minaccia la sicurezza, l’equilibrio, l’integrità fisica e psichica della donna e causa gravi disagi e sofferenze ai figli.

La violenza ed il maltrattamento rappresentano un allarme sociale sempre in aumento, un fenomeno trasversale che riguarda donne – e maltrattanti – di ogni stato sociale, di ogni etnia e di ogni formazione culturale. Viene perciò ribaltata la vecchia tesi che vedeva l’uomo violento come qualcuno affetto da patologia psichiatrica, di modesta istruzione o con problemi di integrazione sociale.

Ecco perché per noi FIDAPA l’impegno è 365 giorni all’anno, non solo il 25 novembre, perché sappiamo che la violenza contro le donne si può eliminare solo grazie ad una vera e propria

rivoluzione culturale al centro della quale deve esserci l’UOMO

“…Spesso al tema della violenza contro le donne viene associato un altro fenomeno, ovvero la «crisi del maschile», secondo cui l’uomo è oggi intimorito e minacciato dai cambiamenti sociali e culturali, privato del proprio ruolo e della propria autorità, e che tutto questo abbia un impatto significativo nell’agire la violenza.
In che modo questi aspetti si legano tra di loro? In che senso la violenza è frutto di un certo tipo di «cultura virile» diffusa? Come può l’uomo costruire una propria identità di genere oltre lo stereotipo del maschile?  E' una delle domande culturali fondamentali di questo tempo…” (A.M.- ANSA 19 ottobre 2019)

La “Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere” appena insediatasi ha discusso anche di questo: la rieducazione degli uomini maltrattanti; gli studi di educazione al rispetto da inserire nelle scuole, perché non bastano le leggi c’è un lavoro culturale enorme da fare.

Gli ultimi dati ISTAT fotografano una situazione italiana in cui avviene 1 femminicidio ogni 2 giorni; in cui una donna su tre (tra i 16 e i 60 anni) ha subito violenza; in cui l’8,7 delle donne ha subito molestie sul luogo di lavoro. Numeri impressionanti che testimoniano come il fenomeno abbia una profonda base culturale fatta di stereotipi di genere e atteggiamenti patriarcali .

diritti umani no violenza Fidapa

 

Il contrasto e la prevenzione alla violenza di genere e agli abusi passa quindi anche dall’educazione, dalla formazione e dalla sensibilizzazione dei giovani così come è stato formalmente stilato nella Convenzione di Istanbul del Consiglio di Europa dell’11.05.2011; poiché spesso non basta legiferare opportunamente e sanzionare adeguatamente è necessario proteggere le vittime di violenza sessuale e di genere con azioni di intervento multidisciplinari, a carattere trasversale: prevenire il fenomeno attraverso specifici programmi scolastici (temi all’educazione di genere, alla parità dei sessi, all’effettività, al rispetto per l’integrità personale e per la salute), potenziando i centri antiviolenza e i servizi di assistenza e formando adeguatamente tutti gli operatori.

La battaglia contro la violenza sulle donne quindi deve cominciare dai banchi di scuola; non dimentichiamoci che l’educazione inizia dall’infanzia e solo se i bambini cresceranno nel rispetto reciproco, potranno un domani essere adulti che sapranno rispettare e rispettarsi.

E’ una battaglia culturale che deve vedere in prima linea UOMINI E DONNE,INSIEME in un progetto a lungo termine.

                                                                                   La Presidente Nazionale

                                                                                     Maria Concetta Oliveri