La Violenza sulle Donne : è emergenza pubblica

Categoria: News
Intervista di Isabella Inguscio alla Presidente Nazionale Maria Concetta Oliveri su concessione di the freack.it  - 1 dicembre 2019 

diritti umani no violenza Fidapa
Sono trascorse due settimana dalla Giornata mondiale contro la Violenza sulle Donne, quella violenza che rappresenta, stando alle parole quasi unanimi degli esponenti delle più alte cariche di Governo, una vera e propria “emergenza pubblica”.

Così, oggi,  per non abbassare mai la guardia e sottolineare la “ricorrenza”, decidiamo di riportarvi la testimonianza di chi si impegna quotidianamente nella promozione di attività ed iniziative per una consapevole partecipazione delle donne alla vita sociale, amministrativa e politica.

Da anni ormai la FIDAPA BPW Italy (FEDERAZIONE ITALIANA DONNE ARTI, PROFESSIONI, AFFARI - International Federation of Business and Professional Women) opera su tutto il territorio nazionale come movimento di opinione indipendente con lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne che operano nel campo delle Arti, delle Professioni e degli Affari, autonomamente o in collaborazione con altri Enti ed Associazioni.

Ogni attività si prefigge il nobile obiettivo di valorizzare le competenze e la preparazione delle socie, indirizzandole verso attività sociali e culturali che favoriscono il miglioramento della loro vita, anche lavorativa.

Con quest’intervista fa al Presidente Nazionale della FIDAPA BPW, LA Dott.ssa Maria Concetta Olivieri, noi di The Freak cerchiamo quindi di dare il nostro contributo concreto nella crescita della coscienza circa la gravità di un fenomeno dalle dimensioni macroscopiche. Perché, per dirla con le parole del nostro Presidente Mattarella, “le donne non cessano di essere oggetto di molestie, vittime di tragedie palesi e di soprusi taciuti, consumati spesso dentro le famiglie o perpetrati da persone conosciute". Tanto indubbiamente è stato fatto: sono state approvate nuove norme, sbloccati fondi, avviati confronti. Ma molto resta ancora da fare per assicurare maggiori livelli di tutela.

Cos’è la FIDAPA? Da quale spirito nasce ed è ancora oggi guidata?

La nostra è un’associazione composta, in Italia da circa 11.000 Socie ed articolata in 300 Sezioni distribuite su tutto il territorio nazionale, raggruppate in 7 Distretti. Questa nasce e continua tutt’ora a cresce animata da un forte spirito innovativo. Oggi la Fidapa compie 80 anni e siamo molto fiere nel dire che portiamo avanti ogni giorno gli ideali della nostra socia fondatrice, l’Avv. Leda Madesin, che pose – in modo assolutamente innovativo e coraggioso, dati i tempi che correvano – solide basi per l’affermazione della democrazia di genere.

Se dovesse descrivere con poche parole la FIDAPA ed i suoi ideali, quali termini userebbe e perché?

La FIDAPA è “massima autostima femminile”. L’associazionismo ci lega in modo forte ed indissolubile, rendendoci ancora più forti e consapevoli di noi stesse e delle nostre grandi capacità. La FIDAPA vuole essere d’aiuto ogni giorno per superare gli ostacoli che il quotidiano pone sul cammino di ogni donna, che è al tempo stesso mamma e professionista/lavoratrice.

Credo, alla luce di quanto ci siamo finora dette, che il rischio di essere tacciate di “femminismo fuori moda” sia davvero grande. Come risponderebbe a quanti muovono questa critica?

Vero, la cosa che spesso viene facile a tutti, quando si parla di un’associazione femminile è associarla al femminismo. In realtà ciò non rispecchia affatto il nostro spirito. La FIDAPA è un movimento di opinione, che promuove lo sviluppo socioculturale della donna. Questo non si può negare che prenda i natali dal femminismo storico, ma siamo ben consapevoli dei progressi fatti e delle conquiste ottenute. Ciò che ci sta più a cuore ora è far tesoro dei risultati e proseguire nella cura dei nostri interessi e nella promozione di una parità in ogni settore della vita sociale. Perché se è vero quanto poc’anzi detto, è anche vero che ancora oggi le difficoltà che una donna può riscontrare sono tante, troppe.

Gli ultimi dati ISTAT fotografano una situazione in Italia alquanto aberrante: 1 donna ogni 2 giorni è protagonista di Femminicidio; 1 su 3 (tra i 16 e 60anni) subisce violenze, di cui l’8,7% sui luoghi di lavoro. Dati impressionati quindi. Come si può debellare un fenomeno così ben radicato?

Il problema dinanzi al quale ci troviamo è di dimensioni inaudite e ciò, purtroppo, è il frutto di una cultura stereotipata che riguarda gli uomini. Proprio così, perché – inutile prendersi in giro – la violenza sulle donne è un problema sociale e culturale prima di tutto. Esso è ancora radicato nel nostro Paese e rappresenta la più diffusa forma di violazione dei diritti umani, considerando che quella diretta alle donne riguarda ogni tipo di violenza, da quella sessuale ai rapimenti, sfruttamenti e quant’altro. È evidentemente un grave problema sociale che minaccia la sicurezza, l’equilibrio, l’integrità fisica e psichica della donna e causa gravi disagi e sofferenze ai figli. Ecco perché per debellarlo non basta attenzionare ed intervenire in modo molto più incisivo sugli autori di questi crimini, per lo più di sesso maschile, ma occorre agire per via preventiva puntando sulla formazione di una cultura ispirata al rispetto di ogni forma di essere umano.

Quali le battaglie ed i progetti che la Fidapa porta avanti contro la violenza sulle donne?

come FIDAPA in questi anni abbiamo spesso instaurato dialoghi molto proficui e soddisfacenti con il legislatore, presentando varie proposte di legge in materia di violenza contro le donne, come per esempio la legge sullo stalking, il femminicidio e il risarcimento ai figli di donne vittime di violenza. Abbiamo curato campagne di sensibilizzazione su tutto il territorio come: l’equal payday per sostenere la Parità di trattamento necessaria per una libertà economica; l’empawerment delle donne in economia, nei consigli di amministrazione delle imprese quotate e partecipate, nelle Istituzioni con la promozione della legge sulla parità di genere che prevede la doppia preferenza di genere nelle competizioni elettorali nazionali e regionali.

Sappiamo che lo scorso 26 novembre è stata ricevuta dalla presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Quanta sensibilità si riscontra oggi rispetto al tema della violenza contro le donne da parte delle istituzioni (nelle quali, finalmente, il numero di esponenti donne è sempre maggiore)?

Posso dire con un certo grado di certezza e, conseguentemente, con molta gioia che si evince dai colloqui avuti con le istituzioni una maggiore attenzione alle problematiche di genere e una maggiore volontà di combattere la violenza, mettendo in atto leggi che applicano tale azione da un punto di vista sostanziale. Ho verificato un’ampia apertura verso la nostra associazione e le attività che sono state promosse, nonché un grande interesse nei confronti dei progetti che andremo a condividere di qui a breve.

Sentire le istituzioni vicine ci da maggiore forza e ci stimola sempre di più a portare avanti movimento di opinione, dando concretezza alle nostre azioni.

Tra i tanti progetti sposati dalla Fidapa non possiamo non ricordare “He for She”. Da cosa nasce e che dimensioni ha assunto e che impatto ha avuto concretamente nella lotta contro la discriminazione femminile?

La campagna internazionale "He For She" di UN Woman, sottoscritta dalla Fidapa nazionale, sta producendo i suoi effetti nella società, coinvolgendo l'uomo nell’azione di prevenzione alla violenza contro la donna. Infatti il nostro manifesto del 25 novembre nasce dalla consapevolezza di un coinvolgimento attivo degli uomini: donne e uomini insieme per combattere la violenza e diffondere la cultura del rispetto reciproco. Questo lo spirito di questa campagna, accolta e promossa con entusiasmo a livello sovranazionale.