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Luisa Monini - Introduzione

a cura di Luisa Monini - Chair Commissione Salute della BPW International

Nel mio ruolo di responsabile della Commissione Salute della BPW International, di medico e giornalista scientifico, ho partecipato in questi ultimi anni a numerosi incontri dedicati alla Medicina di genere e alla tutela della salute della donna.
Come quello del 22 Aprile scorso, la prima giornata nazionale sulla salute della donna, dedicata a Rita Levi Montalcini. Oggi, come un anno fa, noi siamo qui a ricordarLa e a dedicarLe questa nostra conferenza internazionale. Premio Nobel per la Medicina e, tra i suoi tanti incarichi ed onorificenze, socia onoraria della FIDAPA BPW Italy e BPW International, Rita Levi Montalcini con la sua Fondazione, che ancora oggi continua la Sua opera, tanto ha fatto per favorire l’ istruzione delle donne dei paesi a sud del Sahara, convinta com’era che l’ istruzione fosse la chiave dello sviluppo e della emancipazione femminile e quindi del progresso dei popoli.

Nel Suo ricordo oggi affronteremo tematiche a Lei assai care come quella della violenza di genere, dell’ emancipazione femminile, delle politiche internazionali per il riconoscimento dei diritti delle donne come diritti umani, della salute delle donne che Lei, come medico, promuoveva fortemente come un bene prezioso da tutelare in tutte le età della vita. Oggi più di sempre: oggi che siamo entrati in una nuova Era della Medicina, la più rivoluzionaria che sia mai esistita, nella quale  da one size fitz all del secolo scorso (una taglia unica per tutte le misure vale a dire  una Medicina per differenti malati e malattie e senza differenza di genere ), si è passati ad una Medicina, quella delle 4 P, che, grazie  all’ analisi del corredo genetico, può essere  sempre più Predittiva, cioè in grado di  dirci di quali malattie un giorno ci potremmo ammalare ma soprattutto in grado di dirci quali sono i farmaci più appropriati per colpire i bersagli biologici di quella malattia, per quel malato. La cura diventerà quindi sempre più Personalizzata cioè ritagliata sulla persona che è tutto un mondo a sé: un mondo di proteine, un mondo genetico, ma anche  un mondo emozionale, un mondo famigliare che fa si che la Medicina del terzo millennio diventi anche sempre più Partecipativa con i pazienti che svolgeranno  un ruolo importante nel processo decisionale del proprio destino. Ma quello che ci auguriamo noi oggi è che la Medicina diventi  sempre più Preventiva perchè se è vero  che la genomica permette una migliore comprensione delle cause di molte malattie aprendo nuove possibilità di cura è anche vero  che il nostro patrimonio genetico rappresenta solo il 50% del nostro stato di salute mentre il restante 50% è nelle nostre mani e nella capacità di scegliere un idoneo stile di vita per il nostro benessere e per quello dei nostri figli.    

“Noi siamo ciò che mangiamo” sosteneva nell’ ‘800 Il filosofo tedesco Ludwig Feuerbach. Di fatto oggi la medicina basata sull’ evidenza scientifica avvalora questo aforisma e lo completa aggiungendo a “ ciò che mangiamo “ anche lo “ stile di vita”.

E allora alcune riflessioni sulla cultura dell’alimentazione e sulla globalizzazione si impongono perché, se è vero che quest’ultima rappresenta una grande opportunità per tutti i Paesi del mondo, è anche vero che rappresenta una grande insidia, sopratutto per la salute dei popoli. Globalizzazione e sue opportunità:
la globalizzazione ha portato milioni di persone fuori dalla povertà riducendo la fame e migliorando la qualità della vita.
Globalizzazione e sue insidie:
gli stessi cambiamenti socio-economici che hanno aumentato il benessere delle persone hanno anche aumentato il loro girovita favorendo sovrappeso e obesità anche in Paesi a basso e medio reddito che così, per la prima volta nella storia dell’ uomo, si trovano a dover far fronte al “duplice problema” dell’obesità e del sottopeso, sebbene la denutrizione persista ancora in molti luoghi.
La globalizzazione è indiscutibilmente una delle principali cause di questo fenomeno. Il cambiamento dalle diete tradizionali a quelle occidentali ha portato ad una “ transizione alimentare “ favorendo il sovrappeso e l’obesità, malattie tipiche delle Società dette “ del benessere”.
Non c’è dubbio che la globalizzazione abbia migliorato la qualità della vita di molte persone nei paesi emergenti, ma ha anche facilitato l’accesso ai cibi poco sani e a basso costo, favorendo anche stili di vita sempre più sedentari.
Dal punto di vista della salute pubblica, la combinazione di questi cambiamenti sta creando un “temporale perfetto” con un catastrofico e costoso aumento dell’obesità e delle malattie legate alla stessa in Paesi dove si combatte ancora contro la denutrizione e le malattie infettive. L’obesità ha già cominciato a far pagare il suo alto prezzo in questi Paesi che tuttavia sono ancora in tempo per evitare il peggio soprattutto se imparano dagli errori dei Paesi evoluti che non hanno saputo prevedere l’impatto di un eccessivo benessere sulla salute dei suoi cittadini pagandone il prezzo umano, sociale ed economico quando oramai era già molto alto.
I Governi devono dunque mettere in atto politiche che aiutino le persone a fare scelte migliori e consapevoli, sostenendo una alimentazione sana, tassando il cibo spazzatura, dando sussidi per la produzione di prodotti agricoli e promuovendo una vita attiva negli adulti come nei bambini, aumentando l’ attività motoria nelle scuole, favorendo un’ urbanistica con più aree verdi e piste ciclabili.
Di fatto, se non verranno presi idonei provvedimenti, l’obesità è destinata ad avere un effetto devastante sull’economia dei Paesi emergenti e, data l’ interconnessione globale, anche su quella del mondo intero.
La BPW International Commission for Health, in collaborazione con NFI (Nutrition Foundation of Italy), in pieno accordo con il Piano d’ Azione 2013-2020 dell’ OMS sulle Malattie Non Comunicabili che prevede la riduzione del 25% delle malattie cardiometaboliche entro il 2025 ( “25 by 25” ), ha avviato in questi ultimi anni una campagna promuovendo il progetto “The Red Belt” per la lotta contro il sovrappeso e l’obesità e per aumentare tra le donne la consapevolezza del rischio cardiovascolare; problema ancora oggi gravemente sottovalutato.
Alla base del progetto c’è l’innovativo parametro di valutazione del grasso addominale strettamente connesso al rischio cardiovascolare. Ciò che distingue questa iniziativa è la valutazione di due semplici parametri che coincidono con due fattori di rischio cardio-metabolici (circonferenza del girovita e rapporto girovita-altezza) che possono essere misurati in qualsiasi situazione, ovunque, tramite un comune metro da sartoria e che permette alla persona di avere immediatamente informazioni riguardo al proprio rischio cardiometabolico consentendole di adottare diete più equilibrate e di dedicare alcune ore la settimana all’attività fisica. L’adozione di questi parametri di valutazione del rischio cardiometabolico su scala mondiale consentirebbe inoltre la pianificazione e la messa in atto di progetti di interventi mirati al controllo da parte di Organismi Nazionali ed Internazionali.  Il progetto “The Red Belt” è statò sviluppato nel triennio 2011-2014 da tutte le Regioni della BPW International.
La Commissione Internazionale per la Salute BPW International si è proposta, nel triennio 2014-2017, di estendere il progetto The Red Belt alla popolazione pediatrica, come già annunciato al Congresso Internazionale di Jeju.
" I bambini in sovrappeso e obesi rischiano di rimanere obesi in età adulta e avranno più probabilità di sviluppare in giovane età malattie croniche correlate come il diabete e le malattie cardiovascolari. La prevenzione dell'obesità infantile ha un’alta priorità ". (http://www.who.int/dietphysicalactivity/childhood/en/)

L’allarme lanciato di recente dall’OMS è una vera “Call for Action” per combattere l’ obesità infantile che viene ritenuta una vera e propria pandemia con 42 milioni di bambini sotto i 5 anni in sovrappeso o obesi ( dati OMS 2013 ). Il dramma nel dramma è che 31 milioni di questi bambini vivono nei Paesi a basso e medio reddito. In Italia, il 23,6 % dei bambini delle classi elementari risulta in sovrappeso e il 12,3% risulta obeso. Complessivamente, oltre 1.100.000 bambini tra i 6 e 11 anni ha problemi di sovrappeso e obesità (quasi 1 su 3). Il Progetto “TOMMY & OLLIE for HEALTH” per la prevenzione dell’ Obesità infantile e del rischio cardiometabolico è stato pensato nel rispetto delle risorse limitate del Pianeta e dell’ Etica nell'Alimentazione per l'Accesso al Cibo Sano come uno dei Diritti Fondamentali dell'Uomo. La Dieta Mediterranea, iscritta nel 2010 ufficialmente nella lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell’ Umanità, ancora una volta ci viene in aiuto consigliandoci di consumare più frequentemente proprio quegli alimenti, frutta,ortaggi e pasta che hanno un impatto minore sull' Ambiente. Viceversa, gli Alimenti ad impronta ecologica più estesa sono quelli per i quali viene raccomandato un consumo meno frequente, carne, pesce, formaggio. Alla prima conferenza mondiale sulla dieta Mediterranea “Revitalizing the Mediterranean Diet” tenutosi recentemente a Milano  è stata presentata la Nuova Dieta Mediterranea, MED DIET 4.0, che si propone come uno stile di vita attuale e contemporaneo, basata su 4 pilastri portanti: salute, valori socio-culturali, sostenibilità e valore economico.

 Seguendo il modello alimentare mediterraneo proteggeremo noi stessi e i nostri Figli dalle malattie tipiche delle Società del “ Benessere “ lasciando in pari tempo un'impronta ecologica più lieve sul Pianeta che ci ospita.

English version

As Head of the Health Committee of BPW International, as doctor and scientific journalist, I have attended several meetings on Gender Medicine and on the safeguard of women’s health in the last few years, like the one held on 22nd  April last year, the first national women’s health day,  dedicated to Rita Levi Montalcini. Today, like a year ago, we are here to remember her and to dedicate our international conference to her. Nobel prize for Medicine and, among her many appointments and honours, honorary member of  FIDAPA BPW Italy and BPW International, Rita Levi Montalcini, through her foundation, which continues its work still today, did so much to promote education for women in the countries south of the Sahara, as she was convinced that education was the key to women’s  development and emancipation and therefore to people’s  progress. In her memory today we shall address issues she held dear like gender violence, female emancipation, international policies for the recognition of women’s rights as human rights, women’s health which she, as a physician,  strongly promoted as a precious asset to be safeguarded at every age of life. Now more than ever, as today we have entered a new era of medicine, the most revolutionary ever, in which, from the one size fits all approach of the last century (that is the same medicine for different patients and without any gender difference), we have now moved to a medicine science, that of the 4 Ps, which, thanks to the analysis of the genetic makeup, can be ever more  Predictive, capable of telling us what illnesses we might one day be affected by and, above all, what drugs are the most appropriate to hit the biological targets of that illness for that particular patient. The treatment will become increasingly more Personalized, that is tailored to the person who is a world of its own: a world of proteins, a genetic world but also an emotional world, a family world making sure that the Medicine of the third millennium becomes more and more Participative with the patients who will play an important role in the decision-making process of their own destiny. But what we hope for today is that  Medicine becomes more Preventive because, although it is true that genomics allows a better understanding of the causes of many diseases opening to new opportunities to cure, it is also true that our genetic heritage represents only  50% of our health, whereas the remaining 50% lies in our hands and in our capacity to choose a lifestyle that is suitable for our wellbeing and for that of our children.

The German philosopher Ludwig Feuerbach argued nearly two centuries ago that “We are what we eat and people can get better by improving their nutrition”.

At the last universal exhibition that was the EXPO in Milan where every country showcased the best and the most beautiful they have got especially in the food sector, we are indeed urged to reflect upon food culture and globalization.

Many low- and middle-income countries struggle with the so-called “dual burden” of obesity and underweight; but although malnutrition persists in many places, overweight is rapidly becoming a more common problem than underweight. Indeed, for the first time in human history, the world has more overweight than underweight people, and globalization is a major reason for this. It has thus super-charged the “Nutrition Transition,” a term for the obesity-inducing shift from traditional to western diets that accompanies modernization and wealth.

There’s no question that globalization has improved the quality of life for many people in the developing world but it has also increased access to cheap, unhealthy foods and brought with it more sedentary, urban lifestyles. From a public health perspective, the combination of these changes is creating a “Perfect storm”—a catastrophic and costly rise in obesity and obesity-related diseases in countries that, at the same time, are still struggling with malnutrition and high rates of infectious diseases.

The BPW International Commission for Health, in partnership with NFI (Nutrition Foundation of Italy) in full agreement with the WHO Global NCDs (Non-Communicable Diseases) Action Plan 2013-2020 and the “25 by 25” (25% reduction of cardiovascular diseases by 2025) voluntary global target to reduce premature mortality from non-communicable diseases adopted by Governments at the World Health Assembly in 2012 campaigned hard in these last years against overweight and obesity, promoting cardiovascular risk awareness in women and in children, to safeguard their future and the future of the world. In actual fact, the last WHO’s call is for action against childhood obesity, almost a pandemia, with 42 million children under the age of 5 overweight or obese in 2013. Close to 31 million of these are living in developing countries. “Overweight and obese children are likely to stay obese into adulthood and more likely to develop noncommunicable diseases like diabetes and cardiovascular diseases at a younger age. overweight and obesity, as well as their related diseases, are largely preventable. prevention of childhood obesity therefore needs high priority”. Several epidemiological studies have confirmed the importance of abdominal circumference and its relationship with height (waist/stature ratio) as an indicator of abdominal fat and cardiovascular risk (the optimal value of this parameter should be equal to or below 0.50), more effective and trusted than Body Mass Index (BMI) which describes the relationship between weight and height without considering the distribution of body fat.

The aim of the project is to fight against overweight, obesity and sedentarity and to monitor the waistline- height ratio in order to check the abdominal fat and to prevent future cardio-metabolic diseases in women and children. To meet this goal it’s necessary to invest in health to reduce morbility and disability, to spread knowledge of the multiple causes of female/children cardiometabolic diseases, to use better and safer indicators for assessment of cardiometabolic risk and to lobby Health Care Institutions and Governments to recognize sedentary lifestyle as a disease which, in all ages, has to be cured with the right therapy that is the physical activity. The “Tommy & Ollie for Health” Project was set up in compliance with the limited resources of the planet and with the ethics in food to have access to healthy food as one of the fundamental rights of mankind.

Many studies have shown that lifestyle and eating habits play an important role in maintaining physical and mental wellbeing, usually defined by the term health and prevention of many "diseases" such as obesity, diabetes and cardiovascular disease. The study of the molecular mechanisms involved in the development of these diseases showed that many dietary compounds exert physiological roles and have a protective role. These compounds, such as vitamins, minerals, fiber, antioxidants, phytonutrients, are contained mainly in plant products and their derivatives, in fresh fruits, nuts, vegetables, legumes and unrefined grains. These vegetable foods should be regularly consumed for their nutritional properties. Following the Mediterranean food model we shall protect ourselves and our children against the diseases that are typical of the “wellbeing” society leaving at the same time a lighter ecological mark on the planet that hosts us.

At the first international conference on the Mediterranean diet “Revitalizing the Mediterranean Diet” held in Milan recently, the new Mediterranean Diet was presented, MED DIET 4.0, which puts forward a current and contemporary lifestyle based on 4 supporting cornerstones: health, socio-cultural values, sustainability and economic value. A diet wishing to represent a sustainable food model for the current and the future generations.

 

 

FIDAPA BPW Italy

La FIDAPA BPW Italy (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) è un’associazione composta, in Italia  da circa 11.000 Socie  ed appartiene  alla Federazione Internazionale IFBPW (International Federation of Business and Professional Women) 

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