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Women on boards - Donne nei consigli d'amministrazione una risorsa di valore - relazione Tavola rotonda

a cura di Bettina Giordani - Referente Nazionale Comitato ad hoc Comunicazione

Il 26 Maggio u.s. la FIDAPA BPW ITALY, ha organizzato la tavola rotonda “Women on boards – Donne nei consigli d’amministrazione: una risorsa di valore” 

L’occasione,  il lancio in Italia della Campagna della BPW EUROPE #boardswithwomen. – solo il talento conta, lancio  voluto da Eufemia Ippolito in qualità di componente del gruppo Brussels Follow-up #5: "Women on Boards".

Nella splendida Aula Aldo Moro, a Montecitorio e alla presenza di una sala gremita, grazie all’adesione e presenza di relatrici, che a titolo differente hanno vissuto direttamente l’evolversi di questa tematica, siamo riuscite a fare il punto sui seguenti aspetti:

  • I risultati ottenuti dopo l’attuazione della legge Golfo- Mosca (120/2011)
  • la necessità di sostenere l’adozione di una legge simile in altri paesi europei
  • Il bisogno di un reale cambiamento culturale e sociale sulla percezione di valore dato dalla diversità e dai differenti talenti che possono e devono contribuire a guidare le aziende di successo, per evitare che al temine di efficacia della legge o all’attuazione di nuovi provvedimenti, si perdano i contributi ottenuti
  • Come gli stereotipi siano ancora difficili da abbattere, quale ad esempio l’abitudine di associare determinati ruoli o lavori alle donne o agli uomini, senza considerare il reale talento e preparazione del candidato.
  • La difficoltà oggettiva di conciliazione
  • Mentoring : “donne ascensore”

 La Presidente Nazionale Pia Petrucci ha introdotto la posizione tenuta dalla nostra Federazione Nazionale ed Internazionale in tutti questi anni. La capacità di catalizzare l’attenzione a tematiche di genere con eventi e pressioni sugli organi decisionali, sono stati raggiunti traguardi importanti e sostanziali. La caparbietà con cui le Donne FIDAPA negli anni hanno portato avanti ogni azione possibile per abbattere stereotipi, eventuali mancanze formative, ha dato risultati oggettivi e tangibili.

Eufemia Ippolito Rappresentante BPW International presso il Consiglio d’Europa, ha illustrato in dettaglio alcuni dei passi più significativi. Il contributo alla creazione di un database di  Curricula eccellenti,  certificati da GIO Gender Interuniversity Observatory; i corsi di Corporate Governance con la collaborazione dell’università di Bologna e  di Milano. Gli obiettivi del gruppo: Brussels follow up #5: "Women on Boards", per aumentare la consapevolezza, la formazione e la partecipazione attiva   delle donne  sulla tematica ed essere preparate a sostenere le argomentazioni necessarie. E’ a questo scopo che verrà effettuata una specifica formazione  per le nostre socie Young, in collaborazione con il mondo accademico e con le agenzie di settore  che operano sul territorio nazionale per il coinvolgimento delle giovani di talento.

Relazione scaricabile

 Karin Raguin Responsabile del Coordinamento Europeo della BPW International ha presentato la Campagna #boardswithwomen  lanciata  a New York in occasione del CSW60. Ha stimolato le ospiti a cercare su GOOGLE la parola CEO e guardare le immagini… qual è la prima donna che compare? Nel nostro tentativo è la CEO Barbie… questa è la nostra presenza? Certo che no, ma è un problema di sotto rappresentanza e scarsa attenzione ad abbattere stereotipi di leadership al femminile. Il video a sostegno ci ha mostrato Uomini “femminilizzati” o con visi coperti da maschere… noi non chiediamo di cambiare il look ai consigli d’amministrazione ma permettere al talento di emergere.

Relazione scaricabile

 Lella Golfo  ci ha aiutato a capire l’iter della legge 120/2011, la dedizione e la ferma volontà dell’attuazione.

Ha evidenziato i risultati ottenuti e l’apprezzamento  dei paesi europei  nei confronti dell’Italia. Ha dimostrato come con  passione , consapevolezza  e con ferma convinzione i risultati si ottengono. C’è ancora tanto da fare, continua Lella Golfo invitando tutte le organizzazioni  a continuare in tal senso per ottenere politiche di genere favorevoli.

 Magda Bianco nel suo ruolo di membro del comitato di controllo sull’attuazione della legge e come  capo del servizio dei clienti e antiriciclaggio vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, ha presentato dati che ci permetto di capire come l’attuazione si stia traducendo e come alcuni dati iniziali (Norvegia) che indicavano una iniziale percezione di redditività calante delle aziende, sia errata. Si sono notati alcuni effetti diretti:  un ringiovanimento dell’età dei membri del consiglio con formazione più qualificata, un processo di selezione qualitativa e selettiva e si attendono  miglioramenti sulla governance. Nel settore bancario nello specifico, si sono notati effetti positivi sulla qualità del credito. Gli effetti indiretti invece lasciano ancora a desiderare. I dati Istat  mostrano un assenza di esperienza di primo lavoro (finiti gli studi) sotto i 30 anni: 24.2% per le donne nate negli anni 70 (era 31.8 per quelle degli anni 50); 8% per gli uomini. Il tasso di occupazione: 47.2% (donne) contro 65.5% (uomini). << Per “consolidare” i risultati occorre ancora lavorare sulla rimozione dei vincoli di  Stereotipi e autoesclusione e affrontare il problema della conciliazione.

Relazione scaricabile

 Monica Parella : 

Negli ultimi anni il dibattito sull’uguaglianza di genere e sulle misure per la sua promozione  si è concentrato sul ruolo che l’introduzione di quote di genere può avere avuto per abbattere il glass ceiling – vale a dire gli ostacoli che le donne incontrano per raggiungere posizioni di vertice nel mondo del lavoro. 

In Italia grazie all’introduzione della legge n. 120/2011 (legge Golfo/Mosca) che ha imposto, a partire da agosto 2012, il rispetto di quote di genere nei consigli di amministrazione e collegi sindacali delle società quotate e delle società soggette a controllo pubblico, la presenza delle donne nei luoghi decisionali, sia in ambito economico che politico, è sensibilmente aumentata  portando il nostro Paese a risultati che la pongono all’avanguardia nel panorama europeo. 

Secondo il “Report on corporate governance of Italian listed companies” del 2015 pubblicato dalla Consob, a dicembre 2015 (dati aggiornati al 30 giugno 2015), con riferimento alle società quotate, è possibile notare che nei “corporate boards”, il numero delle donne che ricopre il ruolo di Consigliere, ha fatto registrare un incremento pari al 16%, raggiungendo nel giugno del 2015 una percentuale pari al 27,6% (rispetto all’11,6% registrato nel 2012).

Se nel 2010 la partecipazione femminile nelle società italiane quotate era pari a circa il 6%, l’attuale percentuale di donne nei Consigli di amministrazione delle società quotate si attesta al 27,6%.  Inoltre, nella quasi totalità delle imprese, almeno una donna siede nel board. La maggioranza delle donne è amministratore indipendente, mentre solo un numero esiguo (sono soltanto 16)  ricopre il ruolo di amministratore delegato.

Il dato del 27,6% colloca l’Italia in una posizione superiore rispetto alla media europea, che secondo i dati resi pubblici dalla Commissione Europea nell’Europa a 28 membri (dati aggiornati ad aprile 2015) è pari al 21,2% .

Per quanto riguarda le società, non quotate, controllate dalle pubbliche amministrazioni i dati a disposizione del Dipartimento per le pari opportunità hanno permesso di valutare i cambiamenti intervenuti nella composizione per genere degli organi di amministrazione e controllo delle società medesime in seguito all’entrata in vigore del D.P.R. n. 251/2012 che ha disciplinato modalità e termini per garantire l’equilibrio di genere nella composizione degli organi collegiali di tali società.

A febbraio 2016, a tre anni dall’entrata in vigore del D.P.R. n. 251/2012, le donne rappresentano più  di  un quarto dei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società pubbliche, facendo registrare da aprile 2014 un incremento di otto punti percentuali - da 17,5% a 25,5%.

Il ricorso allo strumento delle quote di genere ha di fatto generato effetti positivi che non sono direttamente connessi con il dispositivo di legge, ma che certamente sono in correlazione con la sua applicazione.

Sono, ad esempio, aumentate le nomine al femminile negli organi giudiziari (CSM, Corte Costituzionale) e si è registrato un incremento sensibile della presenza femminile anche in politica

L’introduzione delle quote di genere ha, altresì, prodotto interessanti evidenze qualitative sul sistema di governance delle società quotate italiane, con una maggiore presenza di donne giovani e una maggiore presenza di presidenti donne, sebbene non ancora di CEO; una maggiore presenza di membri più istruiti; una diminuzione dei membri appartenenti a più boards ed una diminuzione del numero di membri di sesso femminile legati da una relazione di parentela. 

Questi risultati suggeriscono che le quote non sono state associate ad una diminuzione della qualità dei rappresentanti, piuttosto testimoniano che è accaduto il contrario; si è dunque attivato un processo virtuoso e radicale che ha portato ad un miglioramento degli indici di qualità nella composizione degli organi societari.

Analizzando la relazione tra leadership femminile e performance aziendale, per la maggior parte degli indicatori di performance non si identificano cambiamenti significativi indotti dalle quote, ma possiamo sicuramente escludere il temuto impatto negativo dell’ingresso forzato di donne nei consigli. Anzi, al momento, quello che emerge è una riduzione significativa dell’indebitamento a breve termine delle aziende che hanno rinnovato dopo l’introduzione delle quote di genere.

Se dunque la legge sulle quote di genere si sta rivelando un utile strumento rispetto all’obiettivo di aumentare la presenza femminile nelle  posizioni apicali, tuttavia, affinché si realizzi un cambiamento duraturo ed effettivo, occorre combinare i principi del role model con azioni concrete quali:

  •  rafforzare i meccanismi di trasparenza e di merito nelle scelte che consentano alle donne di accedere alle posizioni apicali senza bisogno delle quote. 
  • favorire un mutamento culturale e una modifica strutturale dell’organizzazione del lavoro rendendola più flessibile e compatibile con l’organizzazione familiare.

              Solo dando vita ad un’organizzazione del lavoro più smart, in cui prevalga  la logica del risultato e non della presenza fisica sul posto di lavoro, si potrà sfruttare appieno il potenziale di forza lavoro e consentire ad un crescente numero di donne di entrare a far parte   del circuito produttivo senza rinunciare alla famiglia. 

  • puntare sulla formazione, perché è un elemento chiave per  fronteggiare la presenza di stereotipi culturali e per sostenere la crescita di talenti femminili in tutti i settori e non solo in quelli tradizionali. Questo consentirà di sviluppare le potenzialità individuali che sono alla base di uno stile di leadership vincente.

  • sviluppare una solida leadership femminile, che sia in grado di produrre una reale pari opportunità per tutti. 
  • coinvolgere gli uomini attraverso campagne di sensibilizzazione per favorire l’uguaglianza di genere e la campagna “#boardswithwomen” di BPW Europe va proprio in questa direzione mettendo in evidenza la sceltadi talenti e non di genere ed invita uomini e donne a lavorare insieme attraverso messaggi efficaci ciascuno dal proprio ambiente professionale.  

Presentazione e Relazione scaricabile

 Cristina Rossello ha animato la discussione con osservazioni derivanti  dalle attività che porta avanti come Presidente del Progetto Donna e Futuro, offrendo informazioni internazionali e nazionali e attirando l’attenzione su alcuni spunti di riflessione : un modello universale di conduzione economica di un’azienda e non solo commisurato al mondo maschile o femminile, un trattamento paritario e l’importanza della complementarietà. Il miglioramento dei processi decisionali arricchiti dal punto di vista diversi ed alternativi. I dati da Lei presentati evidenziano caratteristiche di sostanziale miglioramento di alcuni aspetti economici ad esempio, maggiori ricavi. La ricerca “Credit Suisse Gender 3000”, basata su un database che include oltre 3000 società e 28000 senior manager (tra cui 3700 donne), ha dimostrato che la maggiore presenza femminile nelle società comporti maggiori ricavi, valutazioni più alte e payout ratio più elevati.Maggiore rispetto delle regole, Le donne nei CdA hanno una notevole rilevanza per le società perché sono spesso ottime professioniste e avvocati; sono delle outsider (amministratori non facenti parte del management e comunque indipendenti) d’impresa, davanti alle quali molti consiglieri maschi insider (amministratori facenti parte del management o comunque con conoscenze specifiche sull’impresa)  si sentono in difficoltà nell’ignorare le regole.

Relazione scaricabile

La formazione di una leadership al femminile è fondamentale e il modo migliore secondo Cristina, è attraverso il sostegno di una donna talentuosa nei confronti di colei che ancora ha da apprendere. Il progetto Donna e Futuro indirizza pieno proprio questo aspetto e ci ha permesso di comprendere cosa si intenda per “Donna Ascensore”.

 Elena Centemero Presidente della Commissione Equality and Non discrimination del Consiglio d’Europa ha inviato i suoi saluti e la sua determinazione a sostenere la campagna per l’adozione di provvedimenti analoghi in Europa. Ci ha permesso di poter tenere questa tavola rotonda nel luogo in cui tutto ebbe inizio, come ci ha ricordato Lella Golfo.

Le domande del pubblico sarebbero andate avanti se non avessimo concluso  per questioni di tempo.

 Pia Petrucci ha concluso ricordandoci che la definizione di leader non è coniugata al femminile ma da caratteristiche specifiche che ognuna di noi può e dovrebbe attuare.

La Tavola Rotonda è stata moderata da Bettina Giordani referente nazionale ad hoc per la comunicazione FIDAPA BPW Italy 

Tavola Rotonda Boards with Women

 

 

FIDAPA BPW Italy

La FIDAPA BPW Italy (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) è un’associazione composta, in Italia  da circa 11.000 Socie  ed appartiene  alla Federazione Internazionale IFBPW (International Federation of Business and Professional Women) 

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